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RICCIONE CINEMA D'AUTORE: MAGGIO 2017

La programmazione di cinema D'autore che propone per nove mesi all'anno, ogni lunedì e martedì, un'ampia proposta di pellicole selezionate.
Le serate sono inoltre precedute da un aperitivo offerto da BIO'S KITCHEN.

CINEMA D’AUTORE #5 2017
CinePalace/Riccione - Comune di Riccione - Istituzione Riccione per la Cultura

L’ALTRO VOLTO DELLA SPERANZA
Regia di Aki Kaurismäki. Con Sherwan Haji, Sakari Kuosmanen - Finlandia 2017 - 98’
Martedì 2 Maggio ore 21.00 - Mercoledì 3 Maggio ore 20.30
Diretto e scritto da Aki Kaurismäki, L’altro volto della speranza racconta la storia di due destini che si intrecciano nella città di Helsinki, la capitale della Finlandia. Il cinquantenne Wikhström decide di cambiare vita lasciando la moglie e il suo lavoro di venditore di cravatte e camicie da uomo per aprire con i soldi vinti a un tavolo di poker un ristorante nella città, dove nel frattempo è anche giunto clandestinamente su una nave merci il giovane Khaled. Rifugiato siriano, Khaled è bloccato dal caso nella capitale quando, dopo aver visto la sua domanda di asilo rifiutata, decide di rimanervi iniziando a vivere come un senzatetto, destino comune a tanti altri immigrati. Una sera, Wikhström trova il giovane nel cortile del suo ristorante e, colpito dalla sua storia, decide di prenderlo sotto la sua ala protettiva e di aiutarlo offrendogli un letto e un posto di lavoro. A poco a poco i due formano uno stretto sodalizio che, con gli altri dipendenti, trasforma il ristorante in una piccola comunità utopica, un luogo che simboleggia come il mondo potrebbe essere un posto migliore qualora non esistessero divisioni.

LASCIATI ANDARE
Regia di Francesco Amato. Con Toni Servillo, Verónica Echegui - Italia 2017 - 102’
Lunedì 8 Maggio ore 21.00 - Martedì 9 Maggio ore 20.30
Appesantire con un’evidente pancetta Toni Servillo, lasciandogli indosso il vestito sorrentiniano dell’ironia caustica e del sense of humour spietato ma sostituendo all’iconica giacchetta gialla di Gep Gambardella inguardabili tute acetate, è un’ottima idea: perché diverte, spiazza e incuriosisce, e perché un attore che ama definirsi strumento delle storie e dei personaggi non può che diventare sorprendente quando si avventura in un “paese” ancora inesplorato per quanto ardentemente desiderato (la commedia). E’ anche un atto di coraggio, che solo un film non “piccolino” (come qualcuno lo ha definito) ma “grande” nel suo remare inconsapevolmente contro la commedia più modaiola poteva permettersi di tentare, un film che nasce da una penna che conosciamo (quella di Francesco Bruni, non da solo) e che ha il pregio di non prendersi troppo sul serio e di assecondare - con il suo ritmo a tratti discontinuo - l’anarchico, casuale e a volte imprevisto fluire della vita.

LE COSE CHE VERRANNO
Regia di Mia Hansen-Løve. Con Isabelle Huppert, André Marcon - Francia, Germania, 2016 - 100’
Lunedì 15 Maggio ore 21.00 - Martedì 16 Maggio ore 20.30
Diretto e sceneggiato da Mia Hansen-Løve, Le cose che verranno racconta la storia della sessantenne Nathalie Chazeaux, una professoressa di filosofia di un liceo parigino che da un giorno all’altro è costretta dalle circostanze a reinventarsi la sua vita. Appassionata del suo lavoro, Nathalie è solita dividere il suo tempo libero tra il marito, i due figli, gli ex studenti e una madre possessiva. Tutto per lei cambia però quando il marito la lascia per un’altra donna, perde il suo lavoro e la madre muore. Con la direzione della fotografia di Denis Lenoir, le scenografie di Anna Falguères e i costumi di Rachèle Raoult, Le cose che verranno mette in scena l’evoluzione di una donna che, a causa degli eventi, deve prima di tutto dare i conti con se stessa e la sua interiorità, cercando di dare un significato al destino sfaccettato che l’attende, come sottolinea la regista: “Libertà e destino sembrano in un primo momento concetti agli antipodi. Eppure, possono convivere...

SOLE, CUORE, AMORE
Regia di Daniele Vicari. Con Isabella Ragonese, Francesco Montanari - Italia 2016 - 113’
Lunedì 22 Maggio ore 21.00 - Martedì 23 Maggio ore 20.30
Diretto e sceneggiato da Daniele Vicari, Sole cuore amore racconta la storia di una amicizia tra due giovani donne in una città bella e dura come Roma e il suo immenso hinterland. Due donne che hanno fatto scelte molto diverse nella vita: Eli ha quattro figli, un marito disoccupato e un lavoro difficile da raggiungere; Vale invece è sola, è una danzatrice e performer, e trae sostentamento dal lavoro nelle discoteche. Legate da un affetto profondo, da una vera e propria sorellanza, le due donne sono mondi solo apparentemente diversi, in realtà sono due facce della stessa medaglia, ma la solidarietà reciproca non sempre basta a lenire le difficoltà materiali della loro vita. Con la direzione della fotografia di Gherardo Rossi, le scenografie di Beatrice Scarpato, i costumi di Francesca e Roberta Vecchi, e le musiche composte da Stefano Di Battista e Valerio C. Faggioni, Sole cuore amore è nelle parole del regista “un film semplice, come il verso della canzone [Tre parole di Valeria Rossi, ndr] da cui è tratto il titolo, come semplici sono le esistenze di cui racconta la storia. La vita quotidiana di milioni di persone che non hanno una vita assicurata dall’appartenenza sociale è invece molto difficile.

LA TENEREZZA
Regia di Gianni Amelio. Con Elio Germano, Giovanna Mezzogiorno - Italia 2017 - 103’
Lunedì 29 Maggio ore 21.00 - Martedì 30 Maggio ore 20.30
Che tenerezza La tenerezza, e che struggimento che vien fuori vedendolo, non uno struggimento da Sturm und drang (letteralmente “tempesta e assalto”), ma una tumultuosa dolcezza intrisa di malinconia e permeata di una sincerità disarmante. La sincerità di Gianni Amelio, innanzitutto, che sceglie un protagonista suo coetaneo in cui far traboccare stille del suo io più irrequieto e insofferente dinanzi al passare del tempo e che racconta la bellezza di noi uomini ma anche la nostra sgradevolezza, la nostra insofferenza, la nostra incapacità di amare fino in fondo e, sopra ogni cosa, il coraggio che dimostriamo nell’ammetterlo. E la bellezza dei personaggi non proprio inventati dal regista (che ha preso spunto da un romanzo) ma da lui riplasmati è proprio questa dolorosa autoconsapevolezza: la capacità di riconoscere, in conversazioni grondanti verità o in dialoghi più brevi - e con una franchezza disarmante - di non essere all’altezza del proprio ruolo sociale e delle altrui aspettative. Succede così che un anziano avvocato con il volto di Renato Carpentieri ammetta di non aver amato la donna che ha sposato e che un timido uomo venuto dal nord impersonato da Elio Germano dichiari di non aver nulla da dire ai suoi bambini, vergognandosi un po’.

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